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May 23 Lettera u un bambino mai nato“ …Come faccio a sapere che non sarebbe giusto buttarti via,come faccio ad intuire che non vuoi essere restituito al silenzio?Non puoi mica parlarmi…” “…Cosa darei ,bambino, per rompere il tuo mutismo,penetrare nella prigione che ti avvolge e che avvolgo,cosa darei per vederti,ascoltare la tua risposta!...” “…Se nel tuo uovo c’è un universo, perché non dovrebbe esserci anche il pensiero?...”
Sono questi alcuni degli interrogativi principali su cui è incentrato l’intenso monologo della protagonista del libro “Lettera a un bambino mai nato” scritto nel 1975 da Oriana Fallaci e che ancora oggi tormentano molte donne che si ritrovano ad affrontare una gravidanza senza legami coniugali. Il libro ci accompagna lungo il difficile percorso coscienziale di una donna sola per la quale la scoperta di avere in grembo un figlio diventa un ostacolo alla propria realizzazione. Sin dal momento in cui scopre di essere incinta si accende in lei un conflitto interiore sul fatto se sia giusto o meno sacrificare la sua vita, già in corso e piena di progetti futuri, per una che ancora non è. Ha inizio un lungo dialogo della donna con il nascituro e tra i due si instaura un legame particolare: da un lato ci sono affetto, amore,complicità e dall’altro litigi contrasti e rimpianti di due esseri distinti ma uniti in un’unica persona. La paura di fronte alla maternità spinge la protagonista ad aggrapparsi, come unica giustificazione di un potenziale aborto, alla convinzione che nascere in questo mondo sia solo sofferenza, lotta,soprusi,umiliazioni e violenza. Solo i più forti, dunque, e gli ingiusti riescono a sopravvivere.
Noi ora ci chiediamo: E’ giusto subire una realtà così descritta piuttosto che impegnarsi per migliorarla?E una buona soluzione non potrebbe essere il sostenere e difendere la vita?
SARA POLINI-LETIZIA SANGUIGNI |
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